Polonia e zona euro: la distanza aumenta, parte 3

Polonia e zona euro: la distanza aumenta, parte 3

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Economia mondiale
Ultimo aggiornamento:
3 agosto 2013



La Polonia sta pensando se aderire o meno alla zona euro. Sono in molti i polacchi che sono contrari tuttavia, prima di poterlo fare, in ogni caso, la Polonia deve modificare la legge, poiché la Costituzione specifica che solo la Banca Nazionale di Polonia ha il potere di emettere moneta. La cosa diventa quindi anche una questione politica e potrebbe complicarsi. Per superare tale modifica, il partito di Tusk ha bisogno dell’approvazione di almeno due terzi del parlamento e al momento non li ha. Per ottenere tale maggioranza, il partito del primo ministro ha bisogno di parte dei voti dell’opposizione, che però è in gran parte contro l’adozione dell’euro. Il leader dell’opposizione, Jaroslaw Kaczynski, ha chiarito che i membri del suo partito voteranno per la modifica solo se la cosa sia sostenuta da un referendum pubblico sull’adesione alla zona euro. Tale referendum, però, al momento sembra una scelta pericolosa dato che in molti dei polacchi, come abbiamo già visto nel corso degli scorsi articoli, sono contro la zona euro stessa e molto probabilmente non la appoggerebbero.

Ora l’adesione della Polonia alla zona euro si riduce ad una situazione di stallo politico e di pura tempistica. Il governo polacco può rinviare la modifica della Costituzione fino a dopo le elezioni parlamentari, previste nel 2015. Qualora il partito di Tusk dovesse vincere con una maggioranza schiacciante in Parlamento, allora sarà possibile cambiare la legge senza il referendum. La questione è semplice: le elezioni parlamentari del 2015 saranno fondamentali e i polacchi andranno alle urne a decidere se dare al partito di Tusk la maggioranza necessaria per fare le modifiche alla Costituzione anche senza il referendum, in maniera da portare il paese nella zona euro. Se invece il partito di Tusk dovesse perdere nel 2015, allora l’adesione della Polonia alla zona euro diventa sempre meno probabile.

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