Portogallo, cronaca di una crisi

Portogallo, cronaca di una crisi

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Economia mondiale
Ultimo aggiornamento:
6 luglio 2013



Dopo 48 ore di intensi negoziati, il Primo Ministro del Portogallo ha presentato ieri al presidente del paese, Anibal Cavaco Silva, un accordo politico con il capo del CDS-PP. Il Portogallo era in una fase di forti turbolenze politiche in seguito alle dimissioni, martedì scorso, del ministro Paulo Portas, 24 ore dopo le altrettanto inaspettate dimissioni del ministro delle Finanze Vitor Gaspar, primo responsabile per l’attuazione del programma di riforme e di rigore che il paese si è impegnato a realizzare in cambio degli aiuti internazionali ottenuti nel maggio 2011.

Vitor Gaspar è stato sostituito dal suo braccio destro, Maria Luis Albuquerque, scelta che dimostra la volontà del premier di continuare sulla stessa strada. Per conservare la maggioranza che sostiene il Parlamento, il primo ministro ha rifiutato le dimissioni del capo della diplomazia e si è impegnato in trattative che potrebbero portare, secondo i media locali, ad un rimpasto di governo.

Per tutta la settimana i leader europei hanno invitato il Portogallo a proseguire negli sforzi di consolidamento fiscale previsti come parte del piano di aiuti da 78 miliardi di euro concessi dall’Unione europea e dal Fondo monetario internazionale, che devono essere restituiti entro il giugno 2014. Il paese sta lottando per frenare il debito attraverso delle severe misure di austerità che hanno peggiorato la recessione economica prevista e hanno fatto salire la disoccupazione, provocando anche un forte malcontento sociale.

L’instabilità politica del Portogallo è dovuta principalmente alla crisi economica che ha aumentato le tensioni, all’aumento della disoccupazione e alla necessità per il governo di continuare ad attuare ancora altre misure per poter raggiungere gli obiettivi del programma. Nel frattempo, l’agenzia di rating Standard and Poor ha annunciato l’abbassamento del rating del paese, con outlook del debito sovrano da “stabile” a “negativo”.

La situazione per il paese europeo non è facile, la crisi “morde” e si fa sentire.

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