Previsioni forex settimanali

Previsioni forex settimanali

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Banche, Dollaro Usa, Euro, FED, Sterlina inglese
Ultimo aggiornamento:
14 febbraio 2009



La settimana entrante sarà molto delicata per la quantità di dati macroeconomici che verranno pubblicati, e permetteranno di comprendere meglio l’andamento dell’attuale crisi economica; i mercati azionari, stanno già scontando una recessione di un anno, ma se i dati dovessero essere peggiori delle stime formulate dagli economisti, è molto probabile che assisteremo ad un nuova settimana di passione.

Si inizia lunedì con la pubblicazione del prodotto interno lordo in Giappone, che nel corso dell’ultimo trimestre dello scorso anno è stimato contrarsi dell’11.7%. Il dato del PIL relativo al trimestre su trimestre, dovrebbe registrare una contrazione del 3.1%. Si prosegue poi martedì con i dati relativi all’andamento dei prezzi al consumo in Gran Bretagna, ma soprattutto verrà pubblicato l’indice ZEW in Germania, che dovrebbe registrare una contrazione a -83 punti.

Conclude la giornata l’indice manifatturiero della Federal Reserve per lo stato di New York, previsto a -21.2. Mercoledì sarà la volta della decisione sui tassi di interesse da parte della Bank of Japan, ed usciranno le minute della Bank of England, in merito al taglio dei tassi durante l’ultima riunione. Negli Stati Uniti sarà la volta dei dati relativi ai prezzi delle esportazioni che sono previsti in contrazione dell’1.2%, l’avvio di nuovi cantieri edili dove si prevede un dato positivo, anche se in questo caso è forse meglio non fare previsioni.

Sarà poi la volta della produzione industriale nel mese di gennaio, che è stimata in contrazione dell’1.3%. Giovedì sarà invece la volta dei Leading Indicators, dato che viene utilizzato per valutare come si muoverà l’economia nei prossimi sei mesi, che né previsto in calo dello 0.2%, anche se comunque bisognerebbe depurarlo dai massicci interventi statali. Venerdì, infine, avremo le vendite al dettaglio anno su anno e mese su mese nel Regno Unito.

La settimana appena conclusa ha visto una corsa degli interventi pubblici a favore delle banche e dei consumatori; il piano di Obama da 838 miliardi di dollari, che per inciso è circa l’intero PIL dell’Italia, è passato al senato, inoltre si continua a discutere per la creazione della Bad Bank, che dovrebbe contenere gli attivi tossici delle banche statunitensi, ma probabilmente non ci sarà l’accordo perché le banche vogliono vendere alla Bad Bank gli attivi tossici ai prezzi di acquisto, cosa che certamente non è fattibile visto che poi è il contribuente a dover pagare.

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