Regno Unito in crisi, la sterlina perde valore

Regno Unito in crisi, la sterlina perde valore

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Analisi Valute, Sterlina inglese
Ultimo aggiornamento:
12 marzo 2013



La sterlina è scesa al minimo da due anni e mezzo contro il dollaro dopo che i dati di produzione hanno riacceso i timori di una nuova recessione. La sterlina è scesa dunque dello 0,5 per cento nei confronti del dollaro, arrivando a toccare quota 1,4832, in quanto gli investitori hanno tenuto presente ancora una volta che l’economia del Regno Unito è sempre più in difficoltà. La sterlina è scesa del 8,6 per cento nei confronti della valuta statunitense dall’inizio dell’anno e ora si trova ai livelli più bassi dal giugno 2010.

Mentre l’economia statunitense sta lentamente aumentando il passo, la situazione del Regno Unito è sempre più grande. Come hanno evidenziato i dati, pubblicati proprio oggi, relativamente alla produzione industriale di gennaio, molto più debole del previsto, cosa che ha alimentato ulteriormente i timori di un secondo trimestre consecutivo di contrazione economica e di una tripla recessione.

La sterlina è scesa dello 0,3 per cento nei confronti dell’euro, a quota 0,8771 , e anche contro lo yen giapponese, ora a quota 142,16. Lo yen stesso ha invece recuperato nei confronti del dollaro ed è arrivato a quota 96.08 . Per chi volesse investire oggi nella valuta giapponese ci potrebbero essere dei tempi decisamente difficili, dato che la “guerra delle valute” e la nomina del nuovo governatore della BoJ hanno reso molto delicata la situazione della valuta nipponica. L’obiettivo del Giappone è quello di recuperare competitività e di crescere a livello economico. L’euro è sceso dello 0,5 per cento nei confronti dello yen, arrivando a quota 124,93, e ha perso anche lo 0,3 per cento nei confronti del dollaro, in seguito al fatto che l’incertezza politica in Italia, a fianco di un asta decisamente povera per quanto riguarda i nostri titoli di debito a 10 anni, a cui si aggiungono anche i deboli dati legati al PIL della Grecia, hanno tenuto la moneta unica sotto pressione.

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