Regno Unito, la seconda recessione non c’è mai stata

Regno Unito, la seconda recessione non c’è mai stata

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Economia mondiale
Ultimo aggiornamento:
2 maggio 2013



L’economia britannica potrebbe non aver mai sofferto di una doppia recessione. Lo hanno detto alcuni ricercatori pochi giorni dopo che i dati ufficiali hanno mostrato che il paese ha evitato una tripla recessione. I dati mostrano che la prima recessione per il paese britannico è stata quella del 2008-2009. La Gran Bretagna è caduta in una seconda depressione alla fine del 2011, durata per tre trimestri, molto meno grave rispetto alla prima. Secondo un rapporto dell’Istituto Nazionale di Ricerca Economica e Sociale, le revisioni delle ultime cifre ufficiali indicano che la seconda recessione non c’è mai stata, in realtà, dato che il prodotto interno lordo crebbe dello 0,1% nell’ultimo trimestre del 2011, seguito da un ulteriore lieve incremento all’inizio del 2012.

L’annuncio della crescita del primo trimestre della scorsa settimana ha messo in evidenza come l’economia del Regno Unito aveva evitato una tripla recessione, che non si è mai vista negli UK.

Alla fine dei conti, seconda o tripla recessione, non ha importanza e sono definizioni che lasciano il tempo che trovano. La cosa importante e che preoccupa è la chiara tendenza dell’economia britannica, che mette in evidenza una economia praticamente stagnante.

La previsione di crescita anno su anno nel 2013 è dello 0,9% , mentre per il 2014 si prevede una crescita del 1,5% .

La situazione rimane ancora debole nel Regno Unito, con la BoE che continua con il suo programma di aiuti all’economia. Sia che la crisi economica del Regno Unito sia più o meno legata a quella della zona euro nel suo complesso, la realtà per i sudditi di sua Maestà Elisabetta II è critica, almeno per una parte della popolazione.

La crescita deve essere mondiale, non solo di un paese o di una zona economica. La cosa migliore sarebbe vedere una crescita comune a tutte le grandi economie del mondo, che poi porterebbero con sé, in questa crescita, anche le economie più piccole.

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