Regno Unito, previsioni di crescita

Regno Unito, previsioni di crescita

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Economia mondiale
Ultimo aggiornamento:
17 luglio 2012



L’economia britannica dovrebbe godere di un ‘”estate indiana”, dopo gli scarsi rendimenti della prima dell’anno. Il calo dell’inflazione e una salita dei consumi sono due cose che aiuteranno il ritorno alla crescita nel Regno Unito, esattamente in questa seconda metà dell’anno. Ci si aspetta che il tasso di inflazione scenderà all’1,7% entro la fine dell’anno, anche se la crescita complessiva per il 2012 rimane piatta. L’economia crescerà invece dell’1,6% nel 2013 e del 2,6% nel 2014, secondo le previsioni. Nel Regno Unito, tutti sono d’accordo che l’innovazione è l’unica strada per la crescita a lungo termine, e hanno assolutamente ragione.

Al momento, nonostante il lieve miglioramento dei consumi, la maggior parte delle persone si concentrerà nel pagare i loro debiti, questo significa che l’economia britannica dovrà aumentare le proprie esportazioni per tornare ad avere una crescita sostenibile. Il tasso di disoccupazione potrebbe ancora arrivare a colpire valori elevatissimi, secondo le previsioni si parla anche dell’8,6% entro la fine dell’anno, e addirittura potrebbe andare più su nel corso del 2013, arrivando all’8,7%. Mano a mano che però la zona euro riuscirà a far fronte alla crisi del debito, la fiducia delle imprese dovrebbe tornare a livelli più elevati, il che comporta anche un miglioramento della situazione economica. Secondo le previsioni, la spesa delle imprese potrà crescere del 3,4% nel 2012, anche se improbabilmente tornerà a livelli pre-recessione fino al 2015.

La prospettiva di una ripresa duratura Regno Unito resta fortemente dipendente sulla fiducia nelle comunità finanziarie e nel business. E’ una cosa che richiederà del tempo per la ricostruzione. Tuttavia, una risoluzione alle incertezze della zona dell’euro potrebbe trasformare le prospettive da leggermente positive a decisamente positive, portando dunque le aziende e i privati a spendere molto più velocemente rispetto alle previsioni.

La situazione per il Regno Unito dipende, dunque, in gran parte dalla zona euro e dai politici europei.

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