Regno Unito, si teme la tripla recessione

Regno Unito, si teme la tripla recessione

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Economia mondiale
Ultimo aggiornamento:
24 aprile 2013



Lo spettro di una tripla recessione sovrasta l’economia del Regno Unito in vista dei dati ufficiali che dovrebbero mettere in evidenza se il paese è riuscito ad evitare un altro trimestre di contrazione della produzione. Gli economisti temono che il risultato non sarà molto migliore delle attese, anche in considerazione delle ultime novità che sono arrivate dal paese inglese. Molti esperti prevedono che la stima iniziale del prodotto interno lordo mostrerà una crescita dello 0,1% nei primi tre mesi dell’anno, il che significherebbe che l’economia ha evitato la terza recessione dal 2008, ma rimane comunque molto volatile sin dall’inizio di 2013, a seguito di una serie di tempeste di neve in gennaio e in marzo e della pressione costante nel settore delle costruzioni.

Di fronte ad una crescente pressione per fare di più per aiutare la ripresa, il Cancelliere George Osborne ha rinforzato il suo regime di “spinta” ai prestiti al fine di aiutare le aziende che hanno bisogno di liquidità e stimolare la crescita. Alle banche viene offerto un aumento fino a 10 volte di accedere a finanziamenti a buon mercato se fanno dei prestiti alle piccole imprese.

Anche se l’economia non dovesse essere in recessione nel primo trimestre, si potrà fare ben poco per alleviare i timori sulla forza della ripresa. Fitch è diventata la seconda agenzia di rating a spogliare la Gran Bretagna del suo pregiato rating “AAA”, citando un deterioramento delle prospettive economiche. La decisione è arrivata dopo la valutazione delle prospettive economiche della Gran Bretagna da parte della Banca d’Inghilterra, che ha bollato la situazione del Regno Unito come di “crisi economica, così come i paesi della zona euro e il Giappone”.

Il numero uno dei Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, ha avvertito che i numeri di crescita nel Regno Unito nono sono stati particolarmente buoni e, pochi giorni dopo, l’istituto ha tagliato le previsioni di crescita del paese britannico, dal 1% allo 0,7% per il 2013.

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