Rehn: la disoccupazione peggiorerà

Rehn: la disoccupazione peggiorerà

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Economia mondiale
Ultimo aggiornamento:
4 maggio 2013



Il deterioramento dell’economia dell’Unione europea dovrebbe portare la disoccupazione verso dei nuovi massimi entro quest’anno, soprattutto in paesi come la Spagna e il Portogallo.

Olli Rehn, il commissario europeo per gli affari economici e monetari, ha preso in esame la disoccupazione della zona euro. Le nuove previsioni sono in netto contrasto con i dati provenienti dagli Stati Uniti, che hanno invece dimostrato che sono stati creati più posti di lavoro del previsto nel mese di aprile, valore che ha spinto il tasso di disoccupazione al minimo quadriennale. Questi dati potrebbero alleviare le preoccupazioni di un brusco rallentamento dell’economia statunitense.

In Europa, come detto, Olli Rehn ha ulteriormente alimentato nuove preoccupazioni relativamente al fatto che il problema della disoccupazione rischia di diventare una cosa endemica. La disoccupazione dovrebbe raggiungere quota 11,1 per cento in tutta l’Unione europea entro quest’anno, mentre si trova al momento al 12,2 per cento nella sola zona dei paesi che hanno l’euro come moneta. Si dovrebbe rimanere a questi livelli per gran parte del 2014, secondo le previsioni dell’Unione. Questo dato è nettamente peggiore rispetto a quanto previsto nel 2012, quando il dato della disoccupazione era del 10,5 per cento in Europa e l’11,4 per cento nella sola zona euro. Considerando la struttura frammentata dei 27 paesi dell’UE, gli economisti e gli analisti dicono che ci sono poche opzioni politiche reali che possano alleggerire la posizione della disoccupazione, almeno nel breve periodo.

Secondo Rehn “stiamo vivendo un processo di difficoltà a seguito della crisi finanziaria. In considerazione della prolungata recessione dobbiamo fare tutto il necessario per superare la crisi la disoccupazione in Europa”.

Rehn propone anche la possibilità di dare ad alcuni paesi un insieme di indicazioni per soddisfare gli obiettivi di bilancio. Lo stesso ha esortato uno sforzo verso un più rapido ritmo di liberalizzazione economica in paesi come la Francia, cosa necessaria per dare credito alle imprese e alle famiglie.

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