Riforme del sistema bancario entro il 2019, in Inghilterra

Riforme del sistema bancario entro il 2019, in Inghilterra

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Banche
Ultimo aggiornamento:
20 dicembre 2011



La City inglese ritiene che le banche passeranno i costi delle grandi riforme ai loro clienti, in seguito alla conferma che il governo stia per legiferare una riforma del settore.

Il Cancelliere inglese George Osborne ha detto ieri di voler blindare i depositi ad alto rischio al fine di proteggere l’economia britannica, proteggere i contribuenti britannici e fare in modo che nulla sia troppo grande per fallire.

Questa è stata la più accattivante delle proposte formulate dalla Commissione Indipendente di Sir John Vickers in merito all’andamento delle banche nel mese di settembre.

Osborne ha sostenuto che l’obiettivo è anche quello di fare in modo che le banche inglesi siano in grado di sopportare grandi shock finanziari, anche se questo inibisce la loro capacità di concedere prestiti.

Tuttavia, Osborne ha avvertito che i cambiamenti saranno attuati entro il 2019, cosa che costerebbe all’economia britannica circa 2 miliardi di sterline. La mossa costerà alle banche da 3,5 ad 8 miliardi di sterline e secondo alcuni c’è una ragionevole preoccupazione del fatto che il costo dei cambiamenti avrà un impatto negativo sul settore. Il costo deve essere coperto in qualche modo, le banche saranno meno redditizie e questo verrà alla fine trasmesso ai clienti.

Le maggiori banche hanno combattuto duramente contro le riforme, sostenendo di faticare a raggiungere gli obiettivi di prestito qualora il loro capitale fosse bloccato per mantenere attivi i bilanci.

Vedremo cosa accadrà nel Regno Unito nel corso dei prossimi mesi. Da quando il primo ministro David Cameron ha rifiutato di entrare a far parte della coalizione di paesi che vogliono cambiare le regole di controllo dei bilanci della UE, il paese britannico è sotto gli occhi di tutti. C’è infatti chi pensa che possa rimanere isolato dal resto d’Europa, chi invece ritiene che Cameron abbia fatto bene a prendere quella decisione, in difesa della sua City.

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