S&P conferma la tripla “A” del Regno Unito

S&P conferma la tripla “A” del Regno Unito

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Economia mondiale
Ultimo aggiornamento:
14 aprile 2012



S & P ha dato il suo sostegno ai piani di disavanzo studiati dal cancelliere britannico e ha detto che l’economia del Regno Unito è ricca e aperta, migliorando la sua capacità di assorbire gli shock. L’agenzia di rating ha confermato dunque il rating AAA del Regno Unito, che è ancora “stabile”, in contrasto con le agenzie Moody e Fitch, che invece hanno dato al rating britannico un outlook negativo, a rischio di un vero e proprio downgrade. George Osborne ha detto che la decisione di S & P indica l’importanza delle decisioni prese e che senza l’austerità, la Gran Bretagna andrebbe verso una catastrofe economica.

A causa della difficile situazione internazionale, anche per il paese britannico le cose si potrebbero fare difficili. Nonostante tutto, S&P ha avvertito che le politiche restrittive limiterebbero la crescita nel corso dei prossimi anni, mentre la spesa delle famiglie sarebbe colpita da una debole crescita dei salari, da un aumento della disoccupazione e da un mercato immobiliare debole.

La debolezza dell’economia è stata sottolineata anche dagli economisti della City di Londra, che hanno indicato come il paese britannico rischia una doppia recessione. L’economia probabilmente si è ridotta dello 0.1% nel corso dei primi tre mesi di questo 2012, nonostante l’Ufficio per le Statistiche Nazionali mostra un aumento della produzione del 6.1% a marzo.

I recenti dati mensili sono stati molto deboli, tanto che potrebbero avere un effetto importante sulla stima complessiva della crescita del PIL. Il primo trimestre 2012 sarà molto probabilmente il peggiore dal 1963, quando delle gravi tempeste di neve e delle persistenti temperature polari hanno causato gravi disagi alla vita quotidiana, compresi i tagli dell’acqua per uso domestico.

I dati per il primo trimestre inglese saranno pubblicato il prossimo 25 aprile, il risultato sarà un fattore importante nelle future decisioni della Bank of England in merito al quantative easing.

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