Svizzera: 2008 disastroso per l’UBS

Svizzera: 2008 disastroso per l’UBS

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Banche, Franco Svizzero
Ultimo aggiornamento:
25 dicembre 2008



Nel 10° anno di vita della grande banca svizzera UBS, ci si aspettava più di festeggiare l’anniversario che di dover chiedere aiuto a Stato e banca nazionale.
La grande crisi dei mutui ipotecari made in Usa, ha scatenato gravi conseguenze anche in Svizzera, dove l’UBS aveva già fatto le spese nel 2007 con ingenti perdite. Tuttavia il 2008 si è rivelato più nero del nero, con una carenza paurosa di liquidità, e la perdita del 50% del valore della banca, salvata solo in seguito da aiuti esterni.

Quindi è avvenuta una ricapitalizzazione, al cui seguito un fondo statale di Singapore è diventato il maggior azionista.
La crisi non era però cessata, e ben presto si è scoperto che il colosso UBS è stato tra i più colpiti in assoluto dalla crisi Usa: la banca ha continuato ad accumulare perdite su perdite nei primi mesi del 2008 e ha rischiato l’insolvenza.
L’immagine nei confronti degli Stati Uniti era ormai compromessa e si è assistito anche ad una perdita notevole di clienti.

Finalmente arrivano gli aiuti del governo, con 6 milioni di franchi svizzeri, e della Banca nazionale Svizzera (BNS) con ben 62 miliardi. L’UBS riesce così a digerire la “malattia Usa” e per lo meno, tirare avanti la baracca.
Infine, a dicembre, il governo accetta il piano strategico per salvare la banca, che, in caso di fallimento, metterebbe a repentaglio l’economia della Svizzera con i suoi circa 130 mila conti di piccole e medie imprese.

Il futuro dell’istituto elvetico? Sofferenze, crediti esterni e tanta ansia.

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