Tassazione Forex

Tassazione Forex
Redazione

Scritto da:
Redazione
Categoria:
Borse
Ultimo aggiornamento:
25 marzo 2009



Oggi sono sempre più i principianti che si avvicinano al mercato finanziario, in particolare quello borsistico, e si improvvisano traders, così come molti nuovi utenti speculano in valute. Ecco quindi, secondo recenti statistiche, registrare un incremento esponenziale dei nuovi traders online e di conseguenza anche dei brokers on line.
Un aspetto importante da sapere riguarda la tassazione: questa deve essere presa in considerazione se si vuole avere un’idea del guadagno netto ottenuto dalla transazione. Molte volte i principianti sono allo scuro dell’esistenza di una tassazione su tali proventi, un aspetto solitamente trascurato quando si inizia tale attività.
La tassazione dei guadagni sul Forex è regolamentato da un decreto legge (DPR 22/12/1986 n.917 art.67,comma 1 lett. c-ter e comma1-ter) che prevede che la tassazione sul capital gain sia indicata con una aliquota del 12,50%.
Per il mercato del Forex comporta che le operazioni spot siano esenti da tassazione, mentre quelle con durata superiore a 6 giorni lavorativi siano soggette all’aliquota del 12,50%. La Tassazione avviene solo a condizione che, nell’anno solare, la giacenza complessiva di tutti i depositi e conti correnti non sia superiore alla cifra di € 51.645,69 (100 milioni delle vecchie lire) per almeno 7 giorni lavorativi consecutivi.
Se ciò si verifica è necessario indicare nella dichiarazione dei redditi tramite il modello “Unico” tutte le plusvalenze realizzate.
In Italia, la tassazione di tali attività è quasi inesistente poiché si usa nello stesso giorno chiudere e riaprire le posizioni, in modo da far cadere il vincolo dei 7 giorni richiesti dalla legge per far scattare la tassazione.
L’ Agenzia delle Entrate non considera i guadagni sul Forex come redditi da capitale ma come redditi diversi; non è ammessa la deducibilità delle minusvalenze.
Reverberi Erica

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