Teoria di Dow

Teoria di Dow

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Borse
Ultimo aggiornamento:
6 ottobre 2009



Una delle teorie più vecchie legate ai mercati finanziari, ma ancora assolutamente attuale, è quella sviluppata da Charles Dow durante i primi anni del 900. Dow era un giornalista economico americano, che fondò tra le altre cose il Wall Street Journal e il famoso indice Dow Jones, ancora usato nella borsa americana di Wall Street. Dow fu il primo a compiere queste osservazioni sui mercati finanziari, pertanto si deve a lui la diffusione dell’analisi tecnica così come la conosciamo oggi.

La teoria di Dow ha alla base sei principi.

Il primo dice che il mercato è formato da dei trend e che tali trend sono tre. Vediamo dunque il trend primario, ovvero quello di lungo periodo, il trend secondario, ovvero quellodi medio periodo, e il trend terziario, ovvero quello di breve periodo.

I trend possono dividersi a loro volta in tre fasi. La fase di accumulo, quella durante la quale investono solo le “mani forti”. La fase della partecipazione del pubblico, nella quale la fiducia sui mercati torna a salire e la fase di distribuzione, quella nella quale la fiducia ha raggiunto il livello massimo, dunque tutti investono.

Il terzo principio afferma che sul mercato azionario hanno notevole influenza le notizie. I prezzi delle azioni, dunque, inglobano le notizie che vengono rese note.

Le medie del mercato azionario devono inoltre confermarsi a vicenda. Pertanto il trend deve essere confermato anche dall’andamento dei settori che sono collegati a quel dato trend.

Il quinto principio afferma che trend e volume devono andare di pari passo. Se i prezzi aumentano e lo fa anche il volume, allora tale aumento dei prezzi è reale. Altrimenti si rischia che sia solo una “bolla di sapone”.

Il sesto ed ultimo principio afferma che i trend continuano ad esserci fino a che non ci sono dei segnali che mostrano chiaramente che tali trend sono finiti.

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