Trichet invita l’Italia e fare tutto il necessario per uscire dalla crisi

Trichet invita l’Italia e fare tutto il necessario per uscire dalla crisi

Scritto da:
The Economist
Categoria:
BCE
Ultimo aggiornamento:
3 settembre 2011



Il presidente della banca centrale europea, Jean-Claude Trichet, ha avvertito l’Italia che è essenziale attuare prontamente le sue misure di riduzione del disavanzo se vuole conservare la sua capacità di credito. Il premier Silvio Berlusconi ha discusso per settimane sulle proposte di nuove tasse e sui tagli alle spese per ottenere l’approvazione di un pacchetto di austerità di 45,5 miliardi di euro, che il Parlamento deve approvare a fine mese.

E’ essenziale che l’obiettivo che è stato annunciato di diminuzione del deficit debba essere pienamente confermato e implementato. Sono le parole del presidente della BCE e ha avvertito del fatto che è assolutamente decisivo consolidare e rafforzare la qualità e la credibilità della strategia italiana e la sua capacità di credito.

C’è anche chi ha denunciato il piano di austerità, che fa troppo affidamento sulla spesa ridotta e su nuove tasse, oltre che su una piccola offerta per stimolare la crescita quasi piatta del paese. Il presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, ha fatto eco alla richiesta di Trichet al suo paese, dicendo che le misure proposte devono essere messe in pratica rapidamente.

Napolitano ha esortato il governo di essere coerente e coraggioso nel far fronte alla crisi economica. Egli ha ricordato che l’Italia, che soffre di una bassa produttività, era già in ritardo prima degli ultimi anni di crisi. Non c’è dubbio che in generale la politica sta lottando, a fronte delle tensioni della crisi e dei rischi a cui è esposta la zona euro, gli equilibri politici interni e sociali dei singoli paesi sono stati messi a dura prova.

La perdita di fiducia è molto più dannosa di qualsiasi dato economico, questa è una cosa che tutti i mercati sanno e al quale occorre porre rimedio, in primis da parte della politica. Bisognerebbe ora valutare la situazione delle prospettive dell’economia mondiale e capire in che situazione siamo.

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