UE: i paesi in difficoltà vogliono rimanere nell’euro

UE: i paesi in difficoltà vogliono rimanere nell’euro

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Economia mondiale
Ultimo aggiornamento:
29 maggio 2012



A più di due anni dalla crisi dell’euro che ha fatto cadere governi e seminato dolore nell’economia, i cittadini di cinque paesi della zona euro, compresa la la Grecia, dicono che la moneta unita non è stata una buona cosa per loro, ma che comunque non vogliono tornare al loro vecchio conio. Proprio la Grecia, il paese più a rischio di uscita dall’euro, ha messo in evidenza questa forte contraddizione. Nel paese ci sono state tante persone che hanno detto che il loro paese era stato indebolito dall’unione economica europea, ma l’aiuto che il paese ha potuto ricevere è stato alto, dunque si ha voglia di rimanere nell’euro. Questo forse crea qualche speranza per la Grecia in eurozona anche dopo le elezioni parlamentari del 17 giugno.

Nonostante le difficoltà finanziarie che attualmente l’Europa deve affrontare, la maggioranza di questi cinque paesi hanno detto che preferiscono mantenere la moneta unica. Si va dal 52 per cento delle preferenze in Italia fino addirittura al 71 per cento in Grecia. Secondo molti questa decisione sarebbe legata al fatto che in molti si rendono conto che sarebbe un salto nel buio. L’indagine ha riguardato otto paesi dell’Unione europea: Germania, Francia, Italia, Spagna e Grecia che fanno già parte della zona dell’euro, Gran Bretagna, Polonia e Repubblica Ceca che invece non ne fanno parte.

Il sondaggio ha anche mostrato che la Germania è il paese più ammirato e che il suo leader, il Cancelliere Angela Merkel, è uno dei più rispettati. Il sondaggio ha anche rilevato che il 49 per cento dei tedeschi sono a favore degli aiuti, contro il 42 per cento che lo erano quando la stessa domanda gli era stata proposta due anni. In Francia, dove la preoccupazione per la situazione economica del paese è cresciuta, sono meno le persone a favore dei salvataggi: ora si parla del 44 per cento delle preferenze, mentre 2 anni fa erano il 53 per cento i francesi che volevano aiutare altri paesi.

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