UE suggerisce più tempo per la riduzione del disavanzo

UE suggerisce più tempo per la riduzione del disavanzo
Antonio Parisi

Scritto da:
Antonio Parisi
Categoria:
Trading operativo e analisi tecnica
Ultimo aggiornamento:
4 maggio 2013



Le Autorità dell’Unione Europea hanno suggerito che le politiche di austerità devono essere applicate in un certo numero di paesi a causa delle condizioni economiche pessime che attanagliano quest’ultimi.

La mossa è una delle più marcate regolazioni dell’Europa alla rigorosa disciplina fiscale che ha contribuito a portare la disoccupazione al suo livello più alto degli ultimi anni spingendo molti paesi alla recessione.
Nonostante queste modifiche, i bilanci pubblici in Europa proseguiranno a non essere sufficienti per guarire questa situazione.
Olli Rehn, responsabile economia dell’UE, ha detto che la Francia, la seconda economia più grande d’Europa, dovrebbe avere due anni in più, fino al 2015, per ridurre il deficit, con l’obiettivo comune di rimanere sotto la soglia del 3% della produzione economica annuale.
La Spagna dovrebbe arrivare fino al 2016, il signor Rehn ha detto che molti dovranno essere gli sforzi di entrambi i paesi a per tenere a freno la spesa pubblica.

La soglia chiave del 3%

I paesi che non riescono a raggiungere l’obiettivo del 3% potenzialmente rischiano multe e punizioni da parte dell’Ue.
“Può essere ragionevole” dare a Parigi altri due anni “per correggere il disavanzo eccessivo,” ha detto il signor Rehn. Ma Parigi deve ancora portare avanti revisioni economiche volte a riparare il “persistente deterioramento della competitività francese”, ha detto.

Il responso della Commissione di concedere ad alcuni paesi più tempo per ridurre il deficit sarà presentato ufficialmente a fine maggio e dopo essere stato approvato dagli Stati membri dell’UE.

La Banca centrale europea ha scongiurato la minaccia di una crisi imminente per la zona euro.
Il suo impegno lo scorso anno per acquistare quantità illimitate di titoli di Stato dei paesi che iscritti ai programmi di salvataggio ha portato i costi di indebitamento dei governi di tutta l’Europa meridionale al loro livello più basso degli ultimi tre anni.

Ma la stretta creditizia per i mutuatari del settore privato e l’alto tasso di disoccupazione guiderà l’economia europea in una recessione più profonda del previsto nel 2013 rallentando il suo ritorno alla crescita nel 2014.
L’economia dei 27 paesi dell’UE si ridurrà dello 0,1. L’area dell’euro subirà una contrazione economica minus-0,4% quest’anno, mentre la previsione precedente era meno-0.3%.
Le proiezioni su 2013 e 2014 mostrano un disavanzo a 2,91% poi 2,51% del Pil per l’Italia; 3,91% poi 4,21% per la Francia e sono molto più pesanti per la Spagna 6,5% poi 7,0%.

Il dato preoccupante della disoccupazione

La disoccupazione rimane a livelli storici in tutto il continente, con tasso di disoccupazione dell’UE visto al 11,1% per quest’anno e il prossimo.

Nella zona euro, il 12,2% della forza lavoro sarà senza posti di lavoro nel 2013 e la situazione sarà difficile nel 2014, quando il tasso è visto al 12,1%. La disoccupazione continuerà a variare notevolmente in tutta Europa: la Grecia e la Spagna vedranno tassi di disoccupazione record del 27% quest’anno, mentre il tasso di disoccupazione in Austria è visto al 4,7% nel 2013.

Italia, terza economia della zona euro, può ancora raggiungere i suoi obiettivi di riduzione del disavanzo, se il suo nuovo governo applicherà le giuste politiche e riforme.

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