USA, il settore lavoro

USA, il settore lavoro

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Economia mondiale
Ultimo aggiornamento:
26 novembre 2010



Durante gli ultimi giorni, negli Stati Uniti, i dati hanno chiarito alcuni dei vari livelli di incertezza che hanno causato il rinvio, per le imprese, del prendere decisioni circa una possibile espansione o circa l’assunzione di più lavoratori. Sembra infatti che siano in aumento le probabilità di avere dei tagli fiscali estesi a tutti.

Gli sforzi per abrogare o per ridimensionare la riforma sanitaria e il regolamento finanziario probabilmente saranno ammorbiditi, anche se ribaltare le leggi emanate sarà estremamente difficile. Il giorno dopo l’elezione di mid term la Federal Reserve ha annunciato l’intenzione di espandere il proprio bilancio procedendo all’acquisto di 600 miliardi di dollari in buoni del Tesoro USA con durata media di 5 o 6 anni. Questi acquisti saranno fatti gradualmente nel corso dei prossimi otto mesi. L’annuncio è stato grosso modo in linea con le attese.

I recenti rapporti economici che gli USA hanno reso noti danno qualche ragione per essere ottimisti. Ad ottobre i numeri dell’occupazione sono più forti del previsto, con i libri paga del settore privato che sono aumentati di 159.000 posti di lavoro, mentre i dati dei due mesi precedenti combinati hanno visto un rialzo di 93.000 posti di lavoro. I soli datori di lavoro privati hanno creato più di 100.000 posti di lavoro.

Anche i guadagni del lavoro si sono abbastanza ampiati negli ultimi mesi, le ore lavorative sono aumentate e l’assunzione è in crescita. Tutti sono segni che i livelli di occupazione dovrebbero ancora continuare a salire nei mesi a venire.

I dati dell’occupazione sono migliorati, insieme con la maggiore probabilità che i tagli fiscali saranno estesi per almeno un altro paio di anni, il che riduce significativamente i rischi di avere un ribasso dell’economia nei prossimi mesi. Anche se l’ottimismo deve essere temperato a causa della disoccupazione eccezionalmente elevata e del fatto che i lavoratori non stanno ancora tornando in massa a lavoro, cosa invece successa in altri periodi di recupero dopo una crisi.

Lascia un Commento