USA, sale il PIL, ma meno delle attese

USA, sale il PIL, ma meno delle attese

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Economia mondiale
Ultimo aggiornamento:
27 aprile 2013



La ripresa economica degli Stati Uniti è migliorata nel corso del primo trimestre 2013, ma in maniera inferiore alle aspettative, a causa dei tagli del governo. Il prodotto interno lordo della nazione è aumentato ad un tasso annuo del 2,5% tra gennaio e marzo, mentre le previsioni erano del 3%. L’ultima cifra fa segnare ben 15 trimestri di crescita consecutiva. Si tratta di una crescita che, anche se inferiore alle attese, rimane sostanzialmente superiore rispetto a quella fatta registrare nell’ultimo trimestre del 2012. Nonostante questo resta il fatto che il ritmo di crescita medio è di poco superiore al 2% annuo, molto debole in termini storici.

La spesa dei consumatori è stata il più grande motore di crescita nel primo trimestre, dato che essa è cresciuta del 3,2%, il ritmo migliore sin dalla fine del 2010. Le vendite di beni durevoli, tra cui auto ed elettrodomestici, è invece salita del 8,1%. I tagli del governo hanno invece continuato a mantenere basso il PIL. La spesa del governo federale e degli investimenti federali è infatti scesa del 8,4% nel primo trimestre, a seguito di un calo del 14,8% nell’ultimo trimestre del 2012. La spesa pubblica si sta dunque facendo vedere sempre di più come un ostacolo alla crescita.

Il calo della spesa pubblica negli ultimi due quarti fa registrare la più grande contrazione in sei mesi sin dalla fine della guerra coreana. Per fortuna ci sono stati i privati a tirare su il PIL americano, con gli investimenti delle imprese che sono aumentati del 2,1%, e con la ripresa immobiliare che ha generato un balzo del 12,6% negli investimenti residenziali.

Purtroppo a pensare sull’economia USA, in maniera particolare, c’è la bassa crescita. Con i tagli alla spesa che stanno prendendo corpo, i rischi di un calo sono concreti. L’economia numero uno al mondo, dunque, continua a salire, ma occorre fare di più per tornare ai livelli pre crisi.

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