USD viene venduto, l’oro raduna

USD viene venduto, l’oro raduna

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Analisi Valute
Ultimo aggiornamento:
13 marzo 2014



Con una recente mossa, la RBNZ ha innalzato il tasso overnight in contanti di 25 punti base, da 2,5 % a 2,75%, fornendo una guida politica più aggressiva per la crescita e l’inflazione. L’aumento è stata una sorpresa data la robusta forza, su larga base, dell’economia. Inoltre, l’attuale contesto è favorevole ad una ulteriore crescita, dato che la crescita globale sembra essere in fase di stabilizzazione, i prezzi delle materie prime restano elevati, la fiducia interna è alta e lo sforzo di ricostruzione dopo il terremoto sta creando un ascensore fiscale. Di conseguenza le proiezioni della banca centrale mostrano che la crescita del PIL dovrebbe raggiungere il 3,3 % entro la fine del 2014 ( contro il 2,8 % precedente), oltre che il 2,4 % entro la fine del 2015. La banca centrale ha anche proiettato l’inflazione, che dovrebbe aumentare a un ritmo più rapido raggiungendo il 2,0 % entro la metà del 2014 ( dal 1,6 % della previsione precedente).

RBNZ, ecco gli ultimi interventi

La banca centrale ha inoltre segnalato altri aumenti probabilmente nei prossimi mesi, suggerendo 125 punti base di aumenti per il prossimo anno. Per quanto riguarda il NZD, la RBNZ sembra aver capito che mentre è a disagio con una moneta forte, non c’è molto che si possa fare al riguardo. A conferma di questo sentimento, la RBNZ ha sollevato la stima del fair value. In questa fase, la divergenza tra le aspettative RBNZ / BoJ permette di creare buone opportunità per i commercianti di carry trade. La normalizzazione nella politica della RBNZ contro una potenziale mossa espansionistica dalla BoJ ad aprile dovrebbe continuare a spingere NZD/JPY ulteriormente in salita.

Cina e rame sotto pressione

La seconda sessione annuale del 12 ° Congresso Nazionale del Popolo della Cina ha messo in piedi alcune osservazioni interessanti da parte del premier Li Keqiang. Egli ha affermato che le riforme stanno andando avanti. Il Premier cinese ha anche detto che il debito locale è sotto controllo e che sta monitorando il rischio bancario. I mercati azionari sembrano apprezzare il progresso con lo Shanghai Composite che è salito del 1,00%, nonostante i dati economici cupi. Le vendite al dettaglio cinesi sono pari al 11,8 %. La produzione industriale della Cina è aumentata del 8,6% annuale, un dato significativamente inferiore al 9,5 % previsto, suggerendo che la dinamica di crescita ha continuato a decelerare. Le preoccupazioni sulla Cina e sulle prospettive di crescita continuano a pesare sui prezzi delle materie prime e delle valute-commodity, come AUD e ZAR, che sono poco efficienti. Il rame come metallo congiunturale continua a sopportare il peso di una visione pessimistica della Cina con il tentativo della nazione di trovare un riequilibrio lontano dagli investimenti sui consumi.

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