Zona euro, la disoccupazione sale

Zona euro, la disoccupazione sale

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Economia mondiale
Ultimo aggiornamento:
2 aprile 2013



Ancora brutte notizie per l’euro-zona, dove il tasso di disoccupazione è salito al record del 12 per cento nei primi mesi del 2013, aggiungendo nuovi segnali che la recessione del blocco della moneta non è ancora finita. La disoccupazione nelle 17 nazioni dell’area euro è stata del 12 per cento nel mese di febbraio, il dato più alto sin dal 1995 (anno in cui è iniziato il calcolo di tale valore).

L’economia della zona euro si trova in contrazione per cinque trimestri consecutivi e questa tendenza dovrebbe continuare ancora nei primi tre mesi di quest’anno, secondo un sondaggio tra gli economisti. La Banca centrale europea, che renderà noto il nuovo tasso di interesse nel corso della riunione di questa settimana, prevede che l’economia si ridurrà dello 0,5 per cento nel 2013. La crescita della domanda interna nella zona euro è destinata a rimanere bassa ancora per qualche tempo a causa della politica fiscale di molti paesi, delle condizioni del credito ancora strette e della disoccupazione elevata e crescente, oltre che del limitato potere d’acquisto dei consumatori. Questo è particolarmente vero per i paesi meridionali della zona euro, soprattutto in Italia e in Spagna, le cui contrazioni peseranno sensibilmente sul totale del PIL 2013 della zona euro.

L’euro è sceso nei confronti del dollaro dopo che tali dati sono stati resi noti, facendo registrare un calo dello 0,1 per cento. La Commissione europea ha detto di prevedere che i tassi di disoccupazione saliranno ancora entro quest’anno, facendo registrare un incremento al 12,2 per cento quest’anno e al 12,1 per cento nel 2014.

Praticamente tutte le aziende della zona euro stanno tagliando posti di lavoro, dalle case automobilistiche fino alle compagnie aeree. In Spagna, CaixaBank la scorsa settimana ha raggiunto un accordo con i sindacati a ha tagliato 2.600 posti di lavoro. Danone ha cancellerà altri 900 posti di lavoro in tutta Europa, mentre l’AD di Fiat, Sergio Marchionne, ha parlato di tagli di bilancio profondi.

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