Zona euro, sale il numero di disoccupati, parte 2

Zona euro, sale il numero di disoccupati, parte 2

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Economia mondiale
Ultimo aggiornamento:
14 settembre 2013



Continuando a parlare del problema della mancanza di posti di lavoro in UE, la cosa che bisogna cercare di riparare al più presto, vediamo che l’occupazione nella zona euro di solito inizia a salire quando la crescita economica su base annua raggiunge lo 0,6%. Nel secondo trimestre 2013, il prodotto interno lordo è stato dello 0,5% più alto rispetto a un anno prima. La situazione attuale del mercato fa fortemente dubitare che il mercato del lavoro sia sull’orlo di una forte ripresa, dato che lo stesso è destinato a rimanere fragile ancora per diverso tempo, con la crescita dei salari e dei consumi che resteranno sottomessi, mentre le tensioni politiche e sociali legate agli alti livelli di disoccupazione persisteranno.

Ci sono stati degli incoraggianti sviluppi nei tre paesi che sono stati a lungo in prima linea nella crisi fiscale e bancaria della zona euro e che hanno ricevuto dei salvataggi da parte della BCE, dell’UE e del Fondo Monetario Internazionale. L’occupazione è infatti aumentata dello 0,8 % in Portogallo, dello 0,5 % in Irlanda e dello 0,1 % in Grecia, suggerendo che i tre paesi potrebbero essere in via di guarigione. Tuttavia, l’occupazione è scesa drasticamente a Cipro, il membro più recente ad aver richiesto un piano di salvataggio a causa della sua crisi bancaria, facendo segnare un calo anche in Italia, in Spagna, nei Paesi Bassi e in Slovenia.

Nei 27 Paesi che compongono l’Unione europea, invece, l’occupazione si è stabilizzata nel secondo trimestre, il primo periodo di tre mesi in cui il numero di persone con lavoro non è sceso dal secondo trimestre del 2012. Questo è stato in gran parte dovuto ad un aumento occupazionale dello 0,2% nel Regno Unito e in Svezia, le due più grandi economie rimaste al di fuori della zona euro.

Siamo ancora in una situazione in cui le forze politiche devono necessariamente fare delle riforme per cercare di rimettere in piedi l’UE.

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